Lezioni in videoconferenza (avanzato)

Da ScuolAperta.
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Servizi come Jitsi sono ovviamente molto comodi da utilizzare per un utilizzo occasionale, ma per realizzare lezioni in streaming con maggiore frequenza conviene utilizzare un proprio server. Questo offre anche il notevole vantaggio di non subire l'eventuale sovraccarico dei server ufficiali (di Jitsi, Micorosft Teams, Google Hangouts, eccetera). Sfruttando le Platform as a Service è possibile spendere pochi centesimi per avere un proprio server da accendere solo quando è necessario.

Account sul cloud[modifica]

Per prima cosa bisogna iscriversi a un sito che offra servizi cloud. Per esempio, www.cloud.it, gestito da Aruba. Ne esistono molti altri, ma le tariffe sono più o meno le stesse.

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Cliccando sul pulsante Login in alto a destra si possono vedere le opzioni di login: se è la prima volta bisogna accedere all'area clienti.

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Per la propria area clienti bisogna essere registrati al sito di Aruba. Si tratta di una procedura simile a quella di qualsiasi altro sito. Ottenuti i propri dati di accesso, si può fare il login.

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Nell'area clienti si può impostare la password per accedere al pannello di controllo, dal quale si farà la vera configurazione del servizio.

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Il motivo per cui l'area clienti è importante è che qui si imposta il metodo di pagamento e impostare una autoricarica. I servizi cloud funzionano con un credito che viene caricato sul sito, e si può attivare una ricarica automatica legata al proprio account PayPal. Conviene sempre attivare una autoricarica di 5 euro o poco meno, così non ci si deve più preoccupare.

L'account Jelastic[modifica]

Per ottenere un account Jelastic si deve accedere al pannello di controllo.

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Per cloud.it, la strada più semplice consiste nel cliccare sulla scritta Login in alto a destra e poi su Vai al pannello.

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Entrati nel pannello di controllo del cloud, bisogna cliccare sulla scheda Cloud Jelastic. Se è la prima volta che si accede, bisogna creare un account per Jelastic, cliccando su Aggiungi account.

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La cosa più importante da scegliere, oltre a indirizzo email e password da associare, è il piano tariffario. Per chi non ha grandi esigenze,e prevede di tenere il proprio server acceso solo un paio di ore al giorno come per una scuola che fa lezioni, il piano adatto è Pay per use. Così si pagano solo le risorse effettivamente consumate.

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Realizzato il proprio account, basta cliccare su Gestisci per gestire l'account.

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Per accedere all'account basta cliccare su Accedi a Jelastic.

Creare un server con Jelastic[modifica]

Una scorciatoia per la pagina di login di Jelastic è https://app.eur.aruba.jearuba.cloud, basta tenere questo link nei propri preferiti.

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Per accedere ai propri server basta inserire l'email e la password associati a Jelastic.

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In Jelastic i server sono chiamati "ambienti", in inglese "environment". Per crearne uno nuovo, basta cliccare su New environment.

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Apparirà una finestra con tutta una serie di opzioni. La finestra è organizzata in schede, per poter scegliere prima di tutto la piattaforma di partenza. Jelastic permette di realizzare un sacco di cose diverse. Siccome noi vogliamo un server pronto all'uso, senza bisogno di programmare nulla, scegliamo la scheda di Docker. Docker è un gestore di pacchetti: significa che dobbiamo solo scegliere il pacchetto (o "immagine", nel gergo di Docker) che vogliamo e Docker lo caricherà per noi. Per selezionarlo, clicchiamo su Select image.

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Potremmo scegliere qualsiasi cosa: esistono immagini Docker per ogni tipo di server immaginabile. Per realizzare un server di videoconferenze potremmo usare Jitsi. Oppure, visto che vogliamo qualcosa di più personalizzabile, MistServer. Lo troviamo cercando r0gger/mistserver. Esistono più versioni di MistServer, quella di r0gger è la versione su cui ci basiamo.

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Dopo avere scelto l'immagine, possiamo scegliere le altre opzioni. In particolare, bisogna scegliere le risorse che ci servono: le risorse sono misurate in cloudlet. È una unità di misura che descrive memoria e processore, di più vuol dire maggiore potenza. Se si vuole gestire una sola videoconferenza un singolo cloudlet è sufficiente. Se si prevede di gestire tutte le lezioni in streaming di una scuola è probabilmente una buona idea avere più di un cloudlet. La cosa bella del cloud è che le risorse possono essere "prenotate" e usate automaticamente dal sistema solo se necessario. Per eseguire comodamente MistServer con vari streaming contemporanei è una buona idea regolare la barra per avere 2 o 3 cloudlet reserved e 8-10 scaling. In questo modo il server sarà attivo con le risorse minime, e se si accorge di avere bisogno di più memoria o un processore più potente passerà automaticamente alla configurazione necessaria senza chiederci nulla.

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Sulla destra appare il costo previsto per il nostro server: da un minimo di 3 centesimi a un massimo di 14 centesimi per ogni ora, con il numero di cloudlet che abbiamo suggerito. In altre parole, significa che tenere il server acceso per 5 ore, come in una mattinata scolastica, costerebbe circa 0,5 euro. Ci servono, però, ancora due cose: la prima è un indirizzo IP pubblico, altrimenti lo streaming non funziona. Basta mettere su ON la spunta a Public IPv4. La seconda è un nome facile da riconoscere, da indicare in Environment name. Nell'esempio, abbiamo scelto ltstreaming. Poi clicchiamo su Create.

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La creazione del nostro server richiederà qualche minuto. Quando sarà pronto lo vedremo apparire nell'elenco dei server con lo status Running.

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Passando il mouse sulla riga del server appaiono una serie di icone: la prima da sinistra, chiamata Open in browser, permette di visitare l'indirizzo del server. È proprio quello che ci serve.

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Se è la prima volta che proviamo a accedere al server Mist è probabile che non venga trovato. Questo perché in realtà manca un pezzo all'indirizzo: basta aggiungere :8080 alla fine dell'indirizzo completo. Per esempio, ltstreaming.it1.eur.aruba.jenv-aruba.cloud:8080. Questo perché i server web sono solitamente sulla porta 80, e il browser (Chrome, Firefox, ecc...) lo cerca lì. Mentre Mist è attivo sulla porta 8080, finché non l'abbiamo configurato. Si tratta di una semplice misura di sicurezza.

Configurare gli streaming con Mist[modifica]

Il server Mist può essere configurato tramite una comoda interfaccia web.

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Se è il primo accesso, bisogna specificare un nome utente e una password. Poi si clicca su Create new account.

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Dopo avere creato l'utente, Mist chiede se si vogliano abilitare i vari protocolli disponibili. È una buona idea farlo, quindi clicchiamo su Enable protocols.

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Andando nella scheda Streams è possibile creare un nuovo streaming, cliccando su Create new stream. La logica è di creare uno stream per ogni classe, così tutti i docenti di quella classe potranno usare lo stesso streaming.

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Per configurare lo streaming basta indicare come nome qualcosa di riconoscibile. Per esempio il nome della classe a cui è dedicato (nell'esempio classe5). La sorgente (Source in inglese) deve essere push://. Questo ci permetterà di connetterci con un programma come OBS. Nella pagina appariranno i percorsi per la connessione: copiamo il link RTMP url, dovremo distribuirlo agli insegnanti. Si tratta di un indirizzo del tipo rtmp://ltstreaming.it1.eur.aruba.jenv-aruba.cloud/live/, e i docenti lo useranno (assieme al nome dello stream) per trasmettere il video dal proprio computer.

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La configurazione vera e propria è finita, possiamo salvarla scorrendo in fondo alla pagina e cliccando su Save.

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Tornando nella scheda degli Streams, possiamo notare che lo stream appena creato è apparso nell'elenco. E possiamo cliccare sul pulsante Embed per vedere come pubblicare lo streaming, affinché gli studenti possano vederlo.

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Esistono due metodi per condividere lo streaming: il primo consiste nel copiare il link HTML page e inviarlo a tutti gli studenti. Il secondo consiste nel copiare il codice Embed code e inserirlo nel proprio sito web. Per esempio, molte scuole usano Moodle: basta creare una lezione come pagina HTML e inserire questo codice al suo interno. Altrimenti, se la scuola ha un sito Wordpress, si può integrare facilmente questo codice in una pagina. Abilitando i commenti è possibile per gli studenti interagire con il docente. Ovviamente, esistono plugin di Wordpress che permettono di proteggere l'accesso a una pagina tramite password, così da non renderlo visibile a tutti.

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Il link della HTML page offre una semplice pagina pronta all'uso, con la diretta streaming, senza bisogno di alcuna altra configurazione.

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La pagina Statistics offre delle informazioni sul consumo di risorse: è utile per capire se abbiamo dato al server abbastanza cloudlet.

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Se risulta necessario modificare la configurazione del server basta, dal pannello di controllo di Jelastic, usare il pulsante Change Environment Topology. Si riaprirà la stessa finestra della prima configurazione, con la possibilità di cambiare il proprio server, aumentare o diminuire cloudlet, e abilitare o disabilitare l'indirizzo IP pubblico. Ricordiamo che l'IP pubblico è fondamentale per fare lo streaming.

Iniziare lo streaming con OBS[modifica]

Ora che lo streaming è stato creato, dobbiamo iniziare a trasmettere. O, meglio, ogni docente deve iniziare a trasmettere. Il bello di questo meccanismo è che una volta configurato il server per tutte le classi della scuola non bisogna più preoccuparsi dei server: si fa tutto con un semplice programma per computer, disponibile per Windows, MacOS, e GNU/Linux, che si chiama OBS.

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Per scaricare OBS basta andare sul sito ufficiale (obsproject.com) e cliccare sulla versione giusta per il proprio computer.

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OBS va poi installato, come tutti gli altri programmi, sul proprio computer.

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Al primo avvio è necessario configurare lo streaming. Se la procedura guidata non parte da sola possiamo richiamarla dal menù Strumenti/Configurazione guidata automatica.

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La prima domanda a cui rispondere riguarda l'ottimizzazione: conviene sempre puntare a ottimizzare le dirette, invece delle registrazioni.

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Per quanto riguarda la risoluzione di base, le impostazioni automatiche vanno bene. Il programma cerca comunque di regolarsi automaticamente per rendere la trasmissione senza intoppi.

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Il passo veramente importante è quello in cui si imposta il servizio di streaming. Dal menù a discesa dobbiamo selezionare la voce Personalizzato. Il server sarà il percorso che avevamo visto in Mist, nella pagine di configurazione dello stream. Sarà sempre qualcosa del tipo rtmp://ltstreaming.it1.eur.aruba.jenv-aruba.cloud/live/, dove ltstreaming è il nome che abbiamo dato al server. Il codice delle dirette, invece, è il nome dello stream che abbiamo creato (nell'esempio era classe5, perché gli abbiamo dato lo stesso nome della classe a cui è dedicato).

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L'ultimo passaggio è un test della connessione, fondamentale per capire se abbiamo scritto correttamente l'indirizzo del server e se tutto funziona bene.

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OBS ha moltissime funzioni, e ci permette di realizzare una vera e propria regia, addirittura con transizioni tra webcam, e video registrati, come in televisione. Però la cosa più semplice da fare è aggiungere una sola Fonte, cliccando sul pulsante a forma di +. Possiamo aggiungere una webcam scegliendo Dispositivo di cattura video, oppure catturare lo schermo con Cattura lo schermo.

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Quando aggiungiamo una fonte all'elenco di quelle attive ci viene chiesta una semplice conferma.

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Se abbiamo deciso di aggiungere la cattura dello schermo, cosa utile per mostrare slide mentre parliamo, possiamo selezionare l'area che vogliamo effettivamente mostrare. Basta cliccare su Ok per confermare di voler trasmettere tutto lo schermo.

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Quando siamo pronti possiamo cliccare su Avvia la diretta, per iniziare a trasmettere. Da questo momento gli studenti vedranno e sentiranno quello che stiamo trasmettendo. Possiamo anche registrare, contemporaneamente, la lezione, così da poterla poi caricare sul sito della scuola per gli studenti che non hanno potuto assistere alla diretta.

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Possiamo finire la trasmissione cliccando sul pulsante Termina la diretta. A quel punto un altro docente potrà iniziare a trasmettere sullo stesso streaming.

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Quando il server non è più utile, per esempio al di fuori dell'orario scolastico, si può spegnere. In questo modo si risparmia molto.

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La sezione Billing presenta il dettaglio delle spese che ci verranno addebitate: si può notare che per un'ora di utilizzo sono stati spesi meno di 10 centesimi. Quando il server è spento si paga soltanto il costo dello spazio occupato, sul disco rigido, dal software (cioè l'immagine Docker). Si tratta di circa 1 centesimo al giorno. In altre parole, tenere una immagine configurata e pronta all'uso costa meno di 4 euro l'anno. Poi, quando serve, la si può avviare e pagare solo le poche ore davvero necessarie.